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POMIGLIANO...
17 Giugno
La vicenda di Pomigliano mi ricorda inevitabilmente la protesta dei dipendenti Alitalia.
Probabilmente non è facile, per chi in questo momento di crisi si trova disoccupato, capire perché quegli operai, invece di ringraziare per la possibilità di mantenere un posto di lavoro, protestano. Essendomi trovata in una situazione simile vorrei provare a spiegare lo stato d’animo di questi e di tanti uomini coraggiosi, paragonando il nostro Paese ad un luogo cupo a cui hanno tolto l’ elettricità e in cui stanno tentando di offuscare anche il cielo. In questo scenario Pomigliano è una delle tante stelle che cercano di continuare a brillare. Non cercano di farlo per se stesse, bensì vogliono brillare, affinché tutti, alzando lo sguardo, possano continuare a guardare il cielo stellato. La possibilità che ciò continui ad accadere dipenderà dalla determinazione e dalla resistenza dei lavoratori di Pomigliano.
Il rischio di un cedimento da parte degli stessi è reale e legittimo, e la colpa, se ciò accadrà, sarà soltanto di quei sindacati che, al servizio del ministro Sacconi, hanno firmato un accordo vergognoso ed offensivo, creando non solo un drammatico precedente ma rendendosi fautori di quella divisione sindacale che depotenzia i lavoratori e li abbandona alle loro insicurezze.
E’ infatti nelle lacerazioni che si rifugiano le paure inespresse e le speranze celate, e Cisl, Uil e Ugl lo sanno bene.
Questi sindacati che vivono delle tessere e quindi dei soldi di milioni di lavoratori, con la loro firma hanno posto gli stessi davanti ad una sola scelta: morire subito o farlo lentamente dopo una dolorosa agonia.
La domanda che mi pongo è la seguente: se il sindacato nasce come associazioni a tutela dei lavoratori, i diritti di chi volevano tutelare siglando quell’accordo?
Forse nel futuro dovremo incominciare a distinguere i poli-sindacati, cioè quei sindacati che tutelano la politica, dai SINDACATI che ancora hanno come priorità i lavoratori.
Io invito i ragazzi di Pomigliano a resistere nella speranza che giustizia e rispetto della dignità siano per una volta in questo Paese vincenti.
