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ARTICOLO 18
11 Marzo
Il 3 marzo scorso al Senato viene approvata in via definitiva la legge 1167, ovvero il testo correttivo del dlg.81/2008.
Il 3 marzo il Governo ha decretato la rottura nei confronti di una tradizione giuslavorista tesa fino ad oggi alla tutela dei più deboli, così com'è sancito dalla nostra Costituzione.
L'art.18 dello Statuto dei Lavoratori viene, con questa nuova legge, colpito e affondato !!!
Vediamo come:
Punto primo: viene eliminato il divieto di introdurre CLAUSOLE CHE RIDUCANO LA POSSIBILITA' DEL LAVORATORE DI RICORRERE AL GIUDICE.
Punto secondo: all' art. 33 comma 8 della suddetta legge, si prevede che ACCORDI INTERCONFEDERALI O CONTRATTI COLLETTIVI POTRANNO PREVEDERE IL RICORSO ALL'ARBITRATO.
In che modo?
Attraverso clausole COMPROMISSORIE che potranno essere sottoscritte dal lavoratore davanti ad una commissione certificatrice che accerti l'effettiva volontà delle parti; se entro 12 mesi i previsti accordi confederali o i contratti collettivi non saranno intervenuti sulla materia, il tutto sarà regolato da un decreto ministeriale......
Per leggere meglio tra le righe, si può dire che con questa legge il lavoratore, al momento dell'assunzione, potrà sentirsi chiedere di firmare una clausola mediante la quale egli rinuncia a rivolgersi al giudice in alcune se non che tutte le materie che riguardano il suo rapporto di lavoro. Ovviamente il giudice verrà sostituito da un Arbitro che deciderà secondo EQUITA'.
La prima domanda che mi pongo è questa:
Ma quanti saranno quei lavoratori che pur di ottenere un posto di lavoro accetteranno LIBERAMENTE questa condizione?
Poi mi chiedo anche:
Quanto imparziale potrà essere un arbitro che dovrà decidere non più secondo la legge ma secondo equità?
Mi spiego meglio...
Chi stabilirà il grado di equità della decisione arbitrale che verrà inevitabilmente presa secondo un libero arbitrio personale, cioè secondo un'equità totalmente SOGGETTIVA ED INSINDACABILE?
PURTOPPO i danni già considerevoli nei confronti dei lavoratori, non si fermano qui.
Questa legge lobbista introduce una serie di decadenze molto pesanti che riducono notevolmente i tempi in cui i lavoratori possono impugnare il loro contratto.
Viene ridotto il risarcimento del danno dovuto al lavoratore assunto irregolarmente (tanto oramai è divenuta prassi ).
Elimina la possibilità di ricorrere al tentativo di riconciliazione ex art. 410.
In realtà, ciò che più mi disgusta , non è tanto l' aver avuto l'ennesima prova della volontà da parte di chi governa di ampliare il divario tra ricchi potenti e poveri sottomessi eliminando quel già evidentemente compromesso ceto medio, bensì l' assistere all' appoggio scandaloso che alcune autorevoli sigle sindacali stanno dimostrando ad una legge che darà il colpo finale a tutti i lavoratori dipendenti.
E' bene infatti che i lavoratori sappiano fin da ora che i più colpiti da questa manovra, non saranno solo coloro che già vivono senza diritti, e cioè i precari, ma quelli che invece, avendo maturato una certa anziantà aziendale, costituiscono un costo aggiutivo per un'azienda che potrebbe ora tranquillamente salutarli per attingere da quel bacino sempre più ampio di materiale umano disposto a tanto, pur di lavorare.
Non trovo parole per definire l' impegno che viene messo da Governo e Parti sociali per rendere ancor più precario l'equilibrio sociale del nostro paese.
Vorrei però invitare tutti voi a riflettere su ciò che è rimasto di quella Repubblica Fondata sul Lavoro, la cui legge Fondativa recita :
Art. 35 : "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni. Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti dei lavoratori"...
Art.36 :" Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se ed alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa."...
IL PRESIDENTE
MARUSKA PIREDDA
