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Le responsabilità di Sacconi.
15 Aprile
Uomini e donne di età diverse, madri e padri, figli e nonni....tutte le generazioni insieme si sono mobilitate, durante l'anno passato ed i primi mesi di questo 2010, per difendere i loro diritti.
Ma di che diritti si sta parlando?
Il diritto al lavoro, un lavoro tutelato in tutte le sue forme ed applicazioni da una Repubblica che promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare a regolare i diritti del lavoro.
Il diritto ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del proprio lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé ed alla propria famiglia un' esistenza libera e dignitosa.
Il diritto ad avere pari dignità sociale e di uguaglianza davanti alla legge.
Insomma, cosa chiedevano e cosa continuano a chiedere queste persone?
Chiedono che la Republica assolva al suo compito sancito dall'art.3 della Costituzione : "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che , limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica e sociale del Paese.
Chi oggi ha il compito di rispettare la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano, se non il Governo?
A sentire le ultime dichiarazioni del ministro Sacconi, verrebbe da chiedersi: ma che ne è stato delle tante voci di protesta? Che fine hanno fatto i dati che parlano di 4 milioni di precari più 70 mila partite iva che non godono di alcun ammortizzatore sociale degno di tal nome? A cosa sono servite le analisi inerenti il calo demografico nel nostro paese legato al welfare fallimentare che riconosce come prima forma di protezione sociale i nonni....( parole del ministro Sacconi rilasciate ad un intervista del Tg2).
Cosa dichiara in buona sostanza il Ministro suddetto:
1) conferma l'efficacia degli attuali ammortizzatori sociali che promuove e riconferma!!??....( peccato, i lavoratori tutti credevano che dopo le varie rimostranze sarebbe sicuramente stata prevista una riforma degli ammortizzatori sociali)
2) ribadisce l'intenzione di introdurre l'Arbitrato come modello per risolvere il contenzioso tra azienda e lavoratore, aggirando l'art.18, aprendo così ad una nuova stagione di licenziamenti senza giusta causa.....
3) parla di una modifica alla contrattazione, mantenendo solo alcuni parametri a livello nazionale, decentralizzando il resto su base territoriale o della singola azienda...(quindi senza nemmeno più le tutele minime dei contratti nazionali il gioco sarà tranquillamente al ribasso con poche regole e ancor meno diritti!! )
4)Ci saranno meno vincoli e controlli sull'uso della flessibilità..( avanti tutti, ora il precariato non fa discriminazioni!! )
Ovviamente non c'è da preoccuparsi perché il Ministro Sacconi dice che comunque ogni decisione verrà valutata con le Parti Sociali. Quali??
La domanda è d'obbligo perché la memoria ci ricorda che già nel 2002 il Governo Berlusconi, cui aveva già manifestato l'intenzione di colpir e affondare l'art.18, decide di trasferire nell'ennesimo disegno di legge delega le disposizioni sull'art.18 (che prevedevano una revisione dello stesso), assieme a quelle sugli ammortizzatori sociali e gli incentivi all'occupazione.
Benché tale iniziativa incontri la ferma opposizione della Cgil, il dialogo del Governo prosegue con Cisl, Uil e confindustria che siglarono nel luglio del 2002 il Patto per l'Italia, di cui buona parte,insieme al tanto discusso disegno di legge 848, si può riscontrare nella famosa legge 30.
Storia più recente ci dice che la stessa legge 1197 considerata come un attacco indiscriminato nei confronti del lavoratore e respinta alle Camere Dal Presidente della Repubblica circa due settimane fa, aveva trovato comunque il consenso delle solite rappresentanze sindacali!!
C'è da chiedersi fino a che punto potranno spingere il proprio consenso a questo processo di ristrutturazione che avvalla e produce quella differenziazione di classi all' interno di una società in cui colui che si collocava nel mezzo è oramai un animale in via di estinzione.
Proprio in questo divario fra ceto medio e ceto basso, si collocano le tante voci di protesta che solo i nostri Ministri non riescono a sentire, voci che reclamano quel diritto di pari opportunità fra i cittadini e di pari dignità sociale: che tradotto vuol anche dire che così come i figli dei vari ministri o industriali o uomini di potere, anche i nostri devono poter ambire a raggiungere posti di prestigio...anche se, obiettivamente, sarà dura in un' epoca di bassi salari, precarizzazione globale e protezione sociale scarsa...
Forse questa volta il Ministro Sacconi ha ragione : dovremo imparare ad accettare qualunque cosa, magari dicendo anche : Grazie!!!!
